Leggere: non solo ci arricchisce ma riduce anche lo stress del 68%

Leggere: non solo ci arricchisce ma riduce anche lo stress del 68%

Ci fa viaggiare con la fantasia, imparare parole e concetti nuovi, ci insegna a esprimerci meglio ma ci fa anche sognare, sorridere, piangere e vivere intensamente: sono soltanto alcuni dei benefici apportati dalla lettura, attività semplice che affascina milioni di persone sin dai primi anni di vita.

Eppure i benefici non sono soltanto questi: secondo uno studio svolto nel 2009 dall’Università del Sussex, sei minuti di lettura al giorno sono sufficienti a diminuire i livelli di stress del 68%.

Come? Semplice perché l’attività della lettura rallenta la frequenza cardiaca e allevia la tensione nei muscoli.

“Perdersi in un libro avvincente aiuta a sfuggire dalle preoccupazioni e dallo stress della vita di tutti giorni –  ha spiegato al proposito il neuropsicologo David Lewis, che ha condotto lo studio – permettendo di esplorare il mondo di fantasia dell’autore. Leggere non è soltanto una distrazione, ma una stimolazione attiva dell’immaginazione: le parole sulla carta stampata sollecitano la creatività del lettore, inducendolo sostanzialmente a uno stato di coscienza alterata”.

Eppure, così come per moltissime altre attività, difficilmente riusciamo a trovare il tempo e la tranquillità per abbandonarci in un buon libro. Il lavoro, i figli, le mille cose da fare e i libri comprati restano troppo spesso sulla libreria.

Eppure leggere non deve essere percepito come un modo per acquisire nozioni da sfoggiare al bar con gli amici o per darsi un tono da acculturato, ma per ritrovare il nostro benessere interiore e affinare la nostra attività cerebrale.

Uno studio più recente, pubblicato nel 2014 sulla rivista Brain Connectivity, ha infatti dimostrato come la lettura – in particolare di narrativa – sia in grado di migliorare la capacità del lettore di immedesimarsi nelle altre persone, di sviluppare empatia e di comprenderne il punto di vista.

Leggendo libri, insomma, impariamo anche a comportarci meglio nella società, a capire le persone, a fare la cosa giusta e a migliorare i nostri rapporti interpersonali.

Lo studio ha rilevato, in sostanza, come la lettura di romanzi provochi dei cambiamenti nella corteccia temporale sinistra, una zona del cervello associata alla comprensione della lingua e a un fenomeno noto come “embodied cognition”, una funzione che permette ai neuroni di ingannare la mente, convinta di fare qualcosa che in realtà sta solo leggendo.

Incredibile ma vero: il nostro cervello percepisce come più reale un libro rispetto a una vera storia raccontata di persona o a un film.

L’atto della lettura, in pratica, il lettore nel corpo del protagonista e ciò sembra aumentare l’intelligenza emotiva di una persona e la sua capacità di provare empatia.

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