Trading con CFD e ETF: quali differenze?

Trading con CFD e ETF: quali differenze?

Il trading con i CFD e con gli ETF è un’attività che nel corso degli ultimi anni ha acquisito una notevole impennata. Il merito è naturalmente riconducibile, almeno in buona parte, al fatto che numerosi broker si sono specializzati in questo comparto, permettendo così ai propri utenti investitori di poter ricorrere all’opportunità di poter a piattaforme di trading con i quali non è mai stato così semplice poter investire con strumenti innovativi e avanzati come i CFD e gli ETF. Ma cosa sono? Quali sono le loro differenze?

CFD: Contratti per differenza

Cominciamo dai CFD. Come ci ricorda il sito internet TradingOnline.me, i CFD sono particolari strumenti finanziari derivati in grado di permettere al trader di poter ottenere un guadagno dalla loro negoziazione sulla base dell’evoluzione del prezzo dell’asset sottostante. In altri termini, i contratti per differenza non permetteranno al trader di entrare in possesso dell’asset che l’investitore ha messo nel mirino per i propri investimenti, bensì gli consentiranno di ottenere un guadagno dalle oscillazioni del prezzo.

I CFD sono inoltre accompagnati generalmente dalla possibilità di poter agire con effetto leva, massimizzando così i guadagni (e le perdite) mediante un leverage anche piuttosto spinto. Ne deriva che i CFD sono uno strumento finanziario tendenzialmente speculativo, in grado di permettere al trader di poter fare degli investimenti su una lunga gamma di asset sottostanti (azioni, indici, coppie valutarie, materie prime, ecc.).

ETF: Exchange Traded Fund

Gli ETF sono uno strumento finanziario molto diverso dai CFD. Si tratta infatti di un particolare strumento ibrido tra i fondi comuni di investimento più ordinari, e i titoli finanziari negoziabili sui mercati regolamentati. Come i primi, gli ETF sono fondi in grado di gestire un patrimonio dedicato; come i secondi, le quote di ETF possono essere negoziate in Borsa, e hanno dunque un valore che sarà derivato dai movimenti di domanda e di offerta.

Rispetto ai fondi comuni di investimento, tuttavia, gli ETF si contraddistinguono per una gestione passiva: vanno infatti a replicare l’asset cui si riferiscono (come un indice di Borsa) senza dover “battere” il benchmark. È anche per questo motivo che si tratta di strumenti più economici, non essendoci alcuna commissione di gestione attiva.

CFD e ETF, due buoni strumenti per diversificare il proprio portafoglio

Alla luce di quanto sopra, CFD e ETF possono ben rappresentare due strumenti con i quali poter diversificare il proprio portafoglio finanziario. Si tratta infatti due prodotti molto diversi tra di loro, con chiare tendenze speculative a breve medio termine nel primo caso, e un’ottica prevalente di accrescimento del capitale nel medio lungo termine nel secondo caso. Entrambi però sono accomunati dalla possibilità di potervi permettere di investire su tanti asset, senza possederli “direttamente”.

Insomma, anche in questo caso non possiamo che cercare di consigliarvi di premettere l’operazione di invesitmento in CFD e in ETF ad una sana e prolungata fase di studio del mercato e degli strumenti finanziari, ponderando tale analisi con quella del vostro profilo finanziario, e solo al termine di tale pianificazione procedere a porre in essere la vostra strategia di investimento.

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